The paper arises from the interest in exploring the language of illustration in the field of animation cinema. Animation cinema, which integrates image and sound, is not a cinematographic genre, but rather a means of expression based on precise technical requirements and innovative aesthetic criteria. The article analyses that particular category of animated cinema based on the representation of two-dimensional signs obtained through different models of representation (e.g. drawing, painting), and not, as it traditionally happens, on the animation of physical objects (e.g. puppets, objects). The interest is therefore directed towards the technique of animated drawing (cel animation) and, partly, of cut-out, and not towards the stop-motion. Therefore, an animation that is based on the possibility that illustration can take into account the fourth dimension: time. The illustrated language adopted for this type of animation wants to tell a story, an action, through sequences of static units and pathognomonic features typical of the characters. The animation thus creates moving images starting from static images. The artists’ work consists in preparing in advance the final movement of the film by creating frames divided into units of time, drawings that must be created according to precise compositional rules. The wide and articulated world of the animated image is therefore a complex and changing scenario, which needs a precise investigation, which over time has seen the passage from a manual technique to a digital technique and a territorial expansion first confined to the United States and then spread all over the world, with different characteristics and languages. The multiplicity of languages of this animated world makes it a valid and precious tool that leads to an intercultural understanding. We can therefore say that the animation cinema ‒ characterised by its own precise language of illustration ‒ constitutes one of the highest forms of expression currently existing from an artistic and technical, cultural and social point of view. The virtuous union between art and technique in this field thus gives life to masterpieces of great attraction for a wide audience and power of suggestion, transmission of knowledge and cultural memory.

Il contributo nasce dall’interesse di esplorare il linguaggio dell’illustrazione nel campo del cinema d’animazione. Il cinema d'animazione, che integra immagine e suono, non è un genere cinematografico, quanto piuttosto un mezzo espressivo basato su precisi requisiti tecnici e criteri estetici innovativi. Nel contributo si analizza quel segmento del cinema animato fondato sulla rappresentazione di segni bidimensionali ottenuti attraverso diversi modelli di rappresentazione (disegno, pittura, ecc..), e non sull’animazione di oggetti fisici (pupazzi, oggetti ecc..) come avviene tradizionalmente. L’interesse è quindi rivolto verso la tecnica del disegno animato (cel-animation) e in parte del cut-out, e non quella dello stop-motion. Dunque, una animazione che si basa sulla possibilità che l’illustrazione possa tener conto della quarta dimensione: il tempo. Il linguaggio illustrato adottato per questo tipo di animazione vuole raccontare una storia, una azione, attraverso sequenze di unità statiche e caratteristiche patognomiche proprie dei personaggi. L’animazione crea quindi immagini in movimento partendo da immagini fisse. Il lavoro degli artisti consiste nel predisporre anticipatamente il movimento finale del film creando frame suddivisi in unità di tempo, disegni che devono essere creati nel rispetto di precise regole compositive. Il vasto e articolato mondo dell’immagine animata è quindi uno scenario complesso e mutevole, che necessita di una indagine puntuale, che ha visto nel tempo il passaggio da una tecnica manuale ad una tecnica digitale e una espansione territoriale prima confinata agli Stati Uniti e poi divulgatasi in tutto il mondo, con caratteristiche e linguaggi diversi. La molteplicità dei linguaggi di questo mondo animato lo rende un valido e prezioso strumento che conduce a una comprensione interculturale. Si può dire infatti che il cinema d’animazione, caratterizzato da un suo preciso linguaggio dell’illustrazione, costituisce una delle più alte forme di espressione attualmente esistenti dal punto di vista artistico e tecnico, culturale e sociale. Il virtuoso connubio fra arte e tecnica che si avvera in questo ambito dà così vita a capolavori dotati di grande attrattiva per un ampio pubblico spettatore e di un grande potere di suggestione, trasmissione di sapere e memoria culturale.

Il linguaggio dell’illustrazione nel cinema d’animazione: una rappresentazione della rappresentazione The Language of Illustration in Animation Cinema: a Representation of Representation / Attenni, Martina; Bartolomei, Cristiana; Ippolito, Alfonso; Mazzoli, Cecilia; Morganti, Caterina. - (2020), pp. 1004-1023.

Il linguaggio dell’illustrazione nel cinema d’animazione: una rappresentazione della rappresentazione The Language of Illustration in Animation Cinema: a Representation of Representation

Martina Attenni
Co-primo
Membro del Collaboration Group
;
Alfonso Ippolito
Co-primo
Membro del Collaboration Group
;
2020

Abstract

The paper arises from the interest in exploring the language of illustration in the field of animation cinema. Animation cinema, which integrates image and sound, is not a cinematographic genre, but rather a means of expression based on precise technical requirements and innovative aesthetic criteria. The article analyses that particular category of animated cinema based on the representation of two-dimensional signs obtained through different models of representation (e.g. drawing, painting), and not, as it traditionally happens, on the animation of physical objects (e.g. puppets, objects). The interest is therefore directed towards the technique of animated drawing (cel animation) and, partly, of cut-out, and not towards the stop-motion. Therefore, an animation that is based on the possibility that illustration can take into account the fourth dimension: time. The illustrated language adopted for this type of animation wants to tell a story, an action, through sequences of static units and pathognomonic features typical of the characters. The animation thus creates moving images starting from static images. The artists’ work consists in preparing in advance the final movement of the film by creating frames divided into units of time, drawings that must be created according to precise compositional rules. The wide and articulated world of the animated image is therefore a complex and changing scenario, which needs a precise investigation, which over time has seen the passage from a manual technique to a digital technique and a territorial expansion first confined to the United States and then spread all over the world, with different characteristics and languages. The multiplicity of languages of this animated world makes it a valid and precious tool that leads to an intercultural understanding. We can therefore say that the animation cinema ‒ characterised by its own precise language of illustration ‒ constitutes one of the highest forms of expression currently existing from an artistic and technical, cultural and social point of view. The virtuous union between art and technique in this field thus gives life to masterpieces of great attraction for a wide audience and power of suggestion, transmission of knowledge and cultural memory.
2020
Linguaggi grafici. Illustrazione
9788899586157
Il contributo nasce dall’interesse di esplorare il linguaggio dell’illustrazione nel campo del cinema d’animazione. Il cinema d'animazione, che integra immagine e suono, non è un genere cinematografico, quanto piuttosto un mezzo espressivo basato su precisi requisiti tecnici e criteri estetici innovativi. Nel contributo si analizza quel segmento del cinema animato fondato sulla rappresentazione di segni bidimensionali ottenuti attraverso diversi modelli di rappresentazione (disegno, pittura, ecc..), e non sull’animazione di oggetti fisici (pupazzi, oggetti ecc..) come avviene tradizionalmente. L’interesse è quindi rivolto verso la tecnica del disegno animato (cel-animation) e in parte del cut-out, e non quella dello stop-motion. Dunque, una animazione che si basa sulla possibilità che l’illustrazione possa tener conto della quarta dimensione: il tempo. Il linguaggio illustrato adottato per questo tipo di animazione vuole raccontare una storia, una azione, attraverso sequenze di unità statiche e caratteristiche patognomiche proprie dei personaggi. L’animazione crea quindi immagini in movimento partendo da immagini fisse. Il lavoro degli artisti consiste nel predisporre anticipatamente il movimento finale del film creando frame suddivisi in unità di tempo, disegni che devono essere creati nel rispetto di precise regole compositive. Il vasto e articolato mondo dell’immagine animata è quindi uno scenario complesso e mutevole, che necessita di una indagine puntuale, che ha visto nel tempo il passaggio da una tecnica manuale ad una tecnica digitale e una espansione territoriale prima confinata agli Stati Uniti e poi divulgatasi in tutto il mondo, con caratteristiche e linguaggi diversi. La molteplicità dei linguaggi di questo mondo animato lo rende un valido e prezioso strumento che conduce a una comprensione interculturale. Si può dire infatti che il cinema d’animazione, caratterizzato da un suo preciso linguaggio dell’illustrazione, costituisce una delle più alte forme di espressione attualmente esistenti dal punto di vista artistico e tecnico, culturale e sociale. Il virtuoso connubio fra arte e tecnica che si avvera in questo ambito dà così vita a capolavori dotati di grande attrattiva per un ampio pubblico spettatore e di un grande potere di suggestione, trasmissione di sapere e memoria culturale.
Disegno; animazione; cartoni Animati; cinema; computer grafica
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Il linguaggio dell’illustrazione nel cinema d’animazione: una rappresentazione della rappresentazione The Language of Illustration in Animation Cinema: a Representation of Representation / Attenni, Martina; Bartolomei, Cristiana; Ippolito, Alfonso; Mazzoli, Cecilia; Morganti, Caterina. - (2020), pp. 1004-1023.
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